Circolare n. 165: LA GUERRA TRA RUSSIA E UCRAINA. RIPERCUSSIONI SULL’ATTIVITÀ DIDATTICA

Stabilire una pace duratura è un compito dell’istruzione;
tutto quello che i politici possono fare è di tenerci fuori dalla guerra.
(Maria Montessori)

Di guerre e di paci è costellata la storia dell’umanità, ma si sperava che dopo la tragica esperienza delle due guerre mondiali novecentesche almeno l’Europa sarebbe stata al riparo da nuove guerre. Lo è stata per 77 anni, il periodo di pace più lungo nella storia dell’Europa, superando passaggi rischiosi come la caduta del muro di Berlino e la riunificazione della Germania ma il sogno di una pace perpetua si è rivelato, appunto, un sogno.
Di ciò che sta accadendo in Ucraina bisogna parlare, in primo luogo perché sono gli stessi alunni, di tutte le età, a chiedere ai loro docenti di farlo. Ma anche perché l’analisi degli eventi di questi giorni offre a questi ultimi un’importante opportunità didattica, quella di esaminare un evento di evidente portata storica da vicino, quasi dal vivo, in tempo reale, e con un forte coinvolgimento emotivo.
Lo si deve fare anche con i bambini piccoli e piccolissimi (3-6 anni)? Lo devono fare tutti gli insegnanti o solo alcuni quando le materie sono molteplici, come nella scuola secondaria? Lo si deve fare, in particolare, nelle classi che accolgono bambini e adolescenti ucraini o anche nelle altre? Nascondere, minimizzare o dire la verità? Di fronte alle immagini dell’attacco russo in Ucraina, i bambini sono confusi e turbati. Rispetto agli adulti, poi, hanno molti meno strumenti per interpretare la realtà e per razionalizzarla. E allora, come spiegare ai piccoli quello che sta succedendo? Se anche l’istinto è quello di proteggerli da una verità tanto dura, gli psicologi consigliano di parlare del conflitto, quando i bambini si pongono delle domande, piuttosto che fingere che non stia accadendo nulla. L’importante è farlo in un ambiente in cui possano sentirsi tutelati e al sicuro.
I bambini (dai più piccoli ai più grandi) devono sentire che gli adulti sono disposti a parlarne, ma i docenti devono saper calibrare la comunicazione non investendoli di racconti drammatici o delle proprie angosce, ma partendo dalle loro domande, sollecitandogliele se necessario. Gli adulti non devono fare comunicati stampa, ma ascoltare.
Il fulcro è che bisogna mostrarsi sempre disponibili ad ascoltare le loro domande, non ad imporre il proprio racconto.
“La pace, sulla quale tutte le nostre studentesse e i nostri studenti stanno riflettendo in questi giorni, si costruisce con la solidarietà e l’inclusione”, ha detto il Ministro Bianchi in occasione dell’invio ai Direttori degli USR e a tutti i dirigenti scolastici della Nota n. 381 del 04/03/2022 contenente “prime indicazioni e risorse” per l’accoglienza scolastica degli studenti ucraini esuli.
Ma la pace su cui riflettere in Ucraina non c’è: c’è la guerra che Putin insiste a chiamare “operazione militare speciale” (ecco un tema da spiegare e discutere con gli alunni più grandi), e ci sono migliaia di morti e feriti, anche russi, e milioni di civili in fuga dalla loro terra, un fatto senza precedenti in Europa. “L’Italia ripudia la guerra…”, dice l’art. 11 della Costituzione, ma come molti altri Paesi europei sta inviando armi per aiutare gli ucraini a difendersi dall’invasione (armi di difesa, non di offesa, altro tema da spiegare). Le sanzioni economiche contro la Russia sono state decise all’unanimità dai 27 Paesi dell’UE, ma l’UE non è uno Stato federale come gli USA (perché? Che differenza c’è? Che cosa è la NATO?); l’Italia e i molti Paesi europei non autosufficienti sul piano energetico si apprestano a pagare un prezzo salato (vedi già l’aumento vertiginoso dei carburanti e delle bollette): va spiegato.
Dubbi e domande offrono un’importante opportunità per creare una scuola che sia sempre più un luogo di cittadinanza e partecipazione. Si possono realizzare percorsi in classe, utilizzando metodologie non formali e promuovendo il protagonismo degli alunni. Save the Children ha elaborato una guida per insegnanti “La pace oltre la guerra”, con tre percorsi di sensibilizzazione: si potranno realizzare in classe un percorso storico “La guerra in casa”, uno geografico “Una finestra sul mondo” e uno artistico “Immagina la pace”, articolati e differenziati per coinvolgere gli alunni della scuola primaria e secondaria.
Si lascia alla sensibilità di ciascun docente l’organizzazione di percorsi di approfondimento adeguati al contesto anagrafico e culturale della classe.

Pescia (PT), 14/03/2022

La Dirigente Scolastica
Prof.ssa Antonella Gesuele

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